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Il blog di Nuvola_Solitaria (22)



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una certezza

di Nuvola_Solitaria del 17/03/2010 alle 23:38








per la festa della donna

di Nuvola_Solitaria del 07/03/2010 alle 19:46






Ave Maria, adesso che sei donna,
ave alle donne come te, Maria,
femmine un giorno per un nuovo amore
povero o ricco, umile o Messia.
Femmine un giorno e poi madri per sempre
nella stagione che stagioni non sente.

                
                                   Fabrizio De André






L'assiuolo

di Nuvola_Solitaria del 22/02/2010 alle 11:47



Strani momenti fa vivere la chat: partecipando al gioco scrabble, mi sono trovata con tre lettere HCU...
Nella difficoltà di comporre una parola di almeno 4 lettere, la mente è tornata indietro nel tempo, molto indietro e ha scovato un ricordo: chiù!
Gioco a parte, dentro mi è rimasta l'eco di quel suono e ho cercato di associarlo a qualcosa.
Così ho scoperto che  chiù è il verso di un uccello notturno: l'assiuolo, che in toscana viene chiamato appunto chiù.
Perchè quel nome era rimasto lì nascosto nella mia mente?
E' descritto in una poesia del Pascoli che mi piace ricordare, anche perchè, in questo momento, rispecchia qualcosa di me.
In questo componimento poetico, Pascoli vuole esprimere l’incombere dei ricordi e della morte, che impedisce al poeta di godere pienamente la magia di una notte di luna perché è avvolto dal mistero e dall’angoscia della morte.
La voce dell'assiuolo chiù inzialmente sembra di passaggio, ma di strofa in strofa diventa più angoscioso, fino ad arrivare a un pianto di morte che gli fa emergere ricordi tristi e tormentati.
Il verso dell'uccello notturno sembra quasi la voce del suo cuore angosciato.


Dov’era la luna? ché il cielo
notava in un’alba di perla,
ed ergersi il mandorlo e il melo
parevano a meglio vederla.
Venivano soffi di lampi
da un nero di nubi laggiù;
veniva una voce dai campi:
chiù...

Le stelle lucevano rare
tra mezzo alla nebbia di latte:
sentivo il cullare del mare,
sentivo un fru fru tra le fratte;
sentivo nel cuore un sussulto,
com’eco d’un grido che fu.
Sonava lontano il singulto:
chiù...

Su tutte le lucide vette
tremava un sospiro di vento:
squassavano le cavallette
finissimi sistri d’argento
(tintinni a invisibili porte
che forse non s’aprono più?...);
e c’era quel pianto di morte...
chiù...

               Giovanni Pascoli






AVVERTIMENTO

di Nuvola_Solitaria del 23/01/2010 alle 22:47



Avvertimento ai politici e ai farfalloni. Fico
Già, perchè potrebbe presto essere possibile riconoscere per tempo chi intende non mantenere le promesse.Occhiolino

Alla base di una ricerca su questa questione c'è un ragionamento base: ogni nostra attività, anche quelle giudicate immateriali o dovute "all'anima" c'è sempre un qualche processo biochimico e siccome ogni processo biochimico determina variazioni di energia e di struttura apparecchiature e metodiche in grado di riconoscerle può consentirne la misura e  la coseguente rivelazione.

I risultati indicano che la misurazione dell'attività cerebrale può rivelare una recondita intenzione malevola prima che venga commesso l'atto di “tradimento”

Osservare l'attività cerebrale per capire se le promesse fatte verranno mantenute: è quanto ha cercato di fare, riuscendoci, un gruppo di ricercatori delle Università di Zurigo e di Costanza, che descrivono il loro studio in un articolo pubblicato sulla rivista "Neuron".

La promessa costituisce uno dei più antichi comportamenti specificamente umani ed è volta a promuovere la cooperazione e la fiducia. Pur non essendo in genere legalmente vincolate, la promessa è la base di un incalcolabile numero di scambi economici e sociali nella vita quotidiana. Le promesse non vengono però solo fatte, vengono anche rotte e nella nella società le spinte e gli incentivi materiali a tradirle sono anch'esse innumerevoli.

A dispetto dell'onnipresenza e dell'importanza delle promesse nella nostra vita, ben poco si sa sulle basi e sui meccanismi fisiologici che sottostanno a questo fenomeno. Per cercare di chiarirli il neuroscienziato Thomas Baumgartner e gli economisti Ernst Fehr e Urs Fischbacher hanno così condotto un esperimento nel quale un gruppo di soggetti è stato esposto, mentre ne veniva registrata l'attività cerebrale, a una serie di interazioni sociali in cui venivano fatte delle promesse, e quindi a sollecitazioni che prefiguravano un guadagno per chi la rompeva e una perdita per chi quella rottura doveva subire.

I risultati hanno mostrato che la rottura di una promessa è caratterizzata da un forte aumento di attività in aree del cervello che hanno un ruolo di primo piano nei processi di gestione dell'emotività e del controllo delle azioni, suggerendo che la rottura di una promessa inneschi un conflitto emotivo nel "fedifrago", legata alla soppressione della risposta fedele.

Cosa ancora più importante, l'analisi condotta dai ricercatori sugli schemi di attività "fedifraga" ha mostrato che è possibile predire con buona approssimazione il comportamento futuro dei diversi soggetti. Quelli che alla fine hanno tenuto fede all'impegno e quelli che lo hanno poi tradito appaiono infatti comportarsi nello stesso modo nel momento in cui fanno la promessa, tuttavia, già in questa fase l'attività cerebrale fa spesso presagire la futura rottura del patto.

"Questa scoperta permette di speculare che la misurazione dell'attività cerebrale possa essere applicata in un futuro (distante) non solo per acchiappare i colpevoli, ma che possa anche essere d'aiuto per la prevenzione di frodi e atti criminali, un po' come prefigurato nel film di fantascienza Minority Report", osserva Baumgartner.

"Abbiamo scoperto degli elementi critici delle basi neuronali della rottura delle promesse", ha aggiunto Ernst Fehr. "Alla luce del significato delle promese nella vita di tutti i giorni e della 'coabitazione interpersonale' all'interno della società queste scoperte offrono la prospettiva di poter penetrare e comprendere a fondo le basi fisiologiche generali del comportamento pro-sociale e soprattutto di quello antisociale.

DA LE SCIENZE






Svegliarsi

di Nuvola_Solitaria del 08/01/2010 alle 18:47



Quel Mistero del Silenzio che sta dietro il pensiero Quel Mistero dell'emergere dal Cratere interiore della giusta "risposta" a ogni "domanda" che la mente confusa può  porre.
Quel Mistero del non-sapere che ti riconsegna all'Ignoto.
Quel Mistero che non è mistero... Quello sei Tu.
Non posso esortarti a svegliarti perchè la tua volontà  è essa stessa parte del sogno!
Il Risveglio accade... non è un'azione compiuta da un sognatore... Il sognatore si estingue insieme al sogno, e Chi "si sveglia" è qualcos'altro che sembrava dormire, ma che in realtà era nondimeno presente.
Tutto è già  compiuto... persino il fatto che non te ne accorgi fa parte di questa infinita, gioiosa Realtà ...

Da NowHere7
(consiglio guardare e ascoltare video)





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